Vino, calano i consumi
Cala il consumo di pane, pasta, frutta e verdura. Il discorso vale, seppure parzialmente, anche per il vino: nel 2007, infatti, gli acquisti domestici sono scesi sia in quantità (-5%), sia in valore (-2%) rispetto al 2006.
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A evidenziarlo, sulla base dei dati dell’Osservatorio Ismea/AcNielsen, è la Cia-Confederazione italiana agricoltori secondo la quale le cause della contrazione dei consumi sono da cercare nei «pochi soldi a disposizione, nei forti rincari dei prezzi e nell’incertezza per la situazione economica che alimenta preoccupazioni per il futuro». La flessione maggiore ha riguardato i vini sfusi: -14% in quantità e -11% in valore. Meno accentuato, invece, il calo quantitativo dei consumi di vini Doc e Docg (-0,4%). Per questi ultimi gli acquisti in valore sono cresciuti del 3,2%. Una tendenza che si è riscontrata anche nel solo mese dicembre scorso, quando i vini sfusi, rispetto allo stesso periodo del 2006, hanno messo a segno una riduzione delle quantità consumate del 3%, mentre sono tutte positive le variazioni annue per i vini confezionati, con aumenti fino al 3% per le produzioni a denominazione d’origine. «Lo scenario desta non poche preoccupazioni che, tuttavia, si fanno più forti davanti alla crescente falsificazione di etichette Doc e Docg», afferma la Cia ricordando che «molti sono stati i casi nel corso degli ultimi mesi». Il 2007 è stato un anno difficile anche per gli spumanti. I dati mostrano una contrazione del 17% dei volumi e del 10% della spesa. Un trend che confermato nello scorso dicembre che si è chiuso con un pesante ridimensionamento degli acquisti rispetto allo stesso mese del 2006: -21% delle quantità consumate e -17% dei corrispettivi monetari. Sono dati che fanno seguito a una vendemmia 2007 che, con una produzione di poco più di 40 milioni di ettolitri, passerà alla storia come tra le più anticipate degli ultimi 50 anni. Le operazioni di raccolta, specie nel Nord, sono infatti, cominciate in alcune zone già nella prima decade di agosto scorso. Mentre il calo produttivo ha raggiunto le punte massime nel Centro-Sud, in particolare in Sicilia, in cui l’effetto combinato siccità e danni da parassiti ha portato fino a una riduzione del 50% di prodotto. Per trovare una vendemmia con dati produttivi così bassi bisogna tornare indietro più di mezzo secolo.
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fonte: www.sommelier.it
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